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ACCIAIO CORTEN: il fascino della “Ruggine”

L’Acciaio Corten è uno dei materiali a basso contenuto di lega più resistenti presenti sul mercato, il cui nome deriva proprio da questa caratteristica:

COR-rosion resistance (elevata resistenza alla corrosione)

TEN-sile Strength (elevata resistenza meccanica).

Venne brevettato negli USA nel 1933 e oggi, grazie alla sua capacità di unire funzionalità e fascino estetico, viene largamente utilizzato in moltissimi contesti: in architettura, in edilizia ma anche in agricoltura, in particolare nei vigneti (guarda qui i nostri Pali in Corten) e in contesti decorativi.

È un acciaio ottenuto con acciaio legato ad altri elementi come rame, cromo, fosforo, nichel, zolfo, manganese, cromio, silicio e la sua straordinarietà è la capacità di autoproteggersi dalla corrosione elettrochimica. Il metallo, infatti, durante il naturale processo di ossidazione, si riveste di una patina prodotta dagli ossidi dei suoi elementi di lega che impedisce il progressivo estendersi della corrosione. Nelle normali condizioni ambientali, questo rivestimento si forma in circa 18-36 mesi e il suo colore varia da un arancio iniziale fino ad una tonalità bruno-rossastra, la tipica colorazione ruggine che conferisce al materiale un effetto non solo estetico ma protettivo.

I vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’acciaio Corten possono essere riassunti in:

  • Costo inferiore, a parità di resistenza meccanica, per la possibilità di utilizzare spessori minori e quindi risparmio in termini di peso.
  • Ottima resistenza strutturale e alla corrosione atmosferica che permette di utilizzare il Corten anche allo stato originale. Il metallo non si rovina con il passare del tempo, ma al contrario ottiene quell’aspetto vissuto che attira architetti e designers
  • Ridotto impatto visivo grazie alla colorazione bruna
  • Assoluta versatilità
  • Riciclabile al 100% perché è un materiale naturale

 

Gli agenti che possono, invece, condizionare negativamente la formazione di un film di ossido stabile sono i seguenti:

  • Ristagni di acqua;
  • Ambienti con cloruri o con presenza di acqua di mare;
  • Applicazioni di pitture o cere protettive subito dopo l’esposizione all’atmosfera cioè prima della formazione e crescita del film passivante;
  • Rimozione continua dello strato protettivo per abrasione meccanica

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